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Lo stretching ha l’obiettivo di migliorare la capacità di allungamento muscolare.

Nello specifico lo stretching punta a ampliare il range of movement (ROM) delle nostre articolazioni.

Durante l’allungamento, sia esso attivo o passivo, sono diversi i tessuti coinvolti:

  1. muscoli e guaine connettivali;
  2. tendini;
  3. legamenti e capsule articolari.

Lo stretching punta alla flessibilità (cioè la capacità di allungarsi) ed ha una miglior elasticità (cioè la capacità di tornare alla situazione originale).

Le modalità per eseguire lo stretching sono diverse, quella piu’ conosciuta è di tipo PASSIVO STATICO.

Tale metodo prevede di mettersi in specifiche posizioni dove si ha la sensazione di allunamento ed è necessario mantenere la posizione per almeno 40’.

Un altro metodo è lo STRETCHING ATTIVO DINAMICO.

In questo caso alterniamo posizioni di allungamento a posizioni di rilassamento, momento in cui si manifesta il ritorno elastico.

Come in ogni allenamento ci sono delle regole da rispettare per non rischiare infortuni.

La progressione deve essere lenta e dobbiamo evitare di arrivare a sentire dolore; inoltre non dobbiamo fare stretching a secco, ma prima di iniziare ad allungarci dobbiamo eseguirei un riscaldamento.

Un altro aspetto importante è quello di evitare lo stretching dopo aver eseguito esercizi massimali.

All’interno della nostra routine settimanale il nostro consiglio è di eseguire una seduta di stretching a sé stante, sempre preceduta da qualche minuto di riscaldamento.

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